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La massima parte dell’energia mondiale proviene attualmente dai combustibili fossili o idrocarburi (petrolio, carbone, gas naturale).
Questi prodotti derivano dalla trasformazione subite da grandi foreste sepolte milioni di anni fa. Tali risorse, data la loro natura, sono destinate ad esaurirsi tanto più in fretta quanto maggiore sarà il loro sfruttamento nei prossimi anni.
Gran parte dell’inquinamento atmosferico è causato dall’uso dei combustibili fossili; l’80% delle emissioni di CO2 proviene dalla combustione del petrolio, del metano e del carbone, principali responsabili dell’effetto serra con il conseguente riscaldamento globale. La comunità internazionale allo scopo di arginare una problematica che può avere conseguenze devastanti sull'umanità si è riunita in un trattato denominato protocollo di Kyoto.

Il protocollo di Kyoto
Il protocollo di Kyōto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyōto l'11 dicembre 1997 da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Esso tratta le problematiche del settore energetico, spaziando dai processi industriali, all'agricoltura giungendo ai rifiuti, allo scopo di ridurre le emissioni di gas serra; in particolare i 6 gas serra: Biossido di carbonio (CO2); metano (CH4); protossido di azoto (N2O); idrofluorocarburi (HFC); perfluorocarburi (PFC); esafluoro di zolfo (SF6). Il Protocollo propone anche alcuni strumenti che indicano come tradurre in pratica gli obiettivi ed in particolare: L'istituzione di politiche nazionali di riduzione delle emissioni; Il miglioramento dell'efficienza energetica; La promozione di forme di agricoltura sostenibili; Lo sviluppo e promozione di fonti energetiche rinnovabili; La cooperazione sotto forma di scambi d' informazioni ed esperienze.
Protocollo di KIOTO, formato PDF
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